LNel frattempo l’inglese l'inglese William Henry Talbot, cominciava a gettare le basi sulla fotografia chimica così come oggi la conosciamo, il procedimento che tramite il negativo permette di ottenere una stampa su carta. Nel 1841 presentò un procedimento chiamato: calcotipia, basato su un processo negativo-positivo con la quale si potevano ottenere diverse stampe dalla stessa copia. Un contributo quello di Talbot molto importante, per il progresso della fotografia. Ci furono in seguito diversi sviluppi, nella produzione di emulsioni sempre più sensibili per ridurre i tempi d’esposizione.

macchina per dagherrotipia William Henry
Talbot
La prima stampa su carta sensibile

Successivamente ad aver trovato il modo di fissare l'immagine si cominciò a lavorare sul colore e nel 1891 Gabriel Lippmann perfezionò la sua tecnica cromofotgrafica e nel 1908 fu insignito del premio Nobel, poi nel 1907 i fratelli Lumiere brevettarono l'Autochrome e anno dopo anno si perfezionarono le due sintesi additive e sottrattive e nel 1933 uscì la famosa Kodachrome, pellicola per diapositive progenitrice delle attuali e negli anni furono perfezionate fino ai giorni nostri.
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