. Questa soluzione è buona in molti casi ma suggerisco che crea una luce troppo “finta” perché priva di ombre che non sempre è ideale perché l’ombra se non invadente aiuta a dare profondità e tridimensionalità al soggetto e poi crea degli antiestetici punti di luce a “cerchietti” nei soggetti specchianti e anche per esempio negli insetti “lucidi”. Esistono invece dei micro-flash (di solito due ma Nikon ne produce uno wireless credo senza limiti se non dati dallo spazio) collegati sempre alla ghiera filtri che danno una luce più naturale come inclinazione e le paraboline possono essere gestite indipendentemente o assieme.


Possiamo aiutarci anche con dei pannelli riflettenti e dirigerci il sole nel lato più scuro o spararci un lampo di schiarita per esempio. D’obbligo sia chiaro l’uso del cavalletto e magari dell’autoscatto o del flessibile se intendiamo usare la luce artificiale in condizioni poco luminose.

Queste sono le possibilità “sul campo” mentre se siamo in studio e dobbiamo riprendere oggetti possiamo sempre utilizzare questo tipo di strumenti ma anche luci da studio o per esempio soft-box che sono dei cubi bianchi di tela dove poter collocare l’oggetto e lo illumineremo da fuori con luci o flash per avere un’illuminazione molto diffusa e quasi priva di ombre.
(Se vuoi approfondire questo argomento o hai domande in merito clicca qui)

Danilo Simonetti.

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