| Oggi anche alcune compatte
digitali riescono a passare il fatidico 1:1 (equivalente) ma a
fronte di una distanza di ripresa molto bassa, anche 1 cm al massimo
grandangolo,questo perché hanno il sensore molto piccolo
e quindi le ottiche in realtà non sono altro che dei super
grandangolari che per via del fattore di moltiplicazione arrivano
al consueto 36-115mm o similare e i grandangolari hanno una distanza
minima di fuoco molto ridotta quindi possiamo di conseguenza avvicinarci
moltissimo e avere un buon ingrandimento ma avremo anche molta
distorsione ottica (solitamente a barilotto) visibile con soggetti
geometrici e difficoltà a illuminare bene il soggetto vista
la distanza.
In questo caso se possibile potremmo aggiungere delle lenti close-up
e sfruttare il massimo tele anziché il grandangolo e avere
maggiore ingrandimento e una maggiore seppur limitata distanza
di fuoco.
Particolari fondamentali da tenere particolarmente in considerazione
sono la profondità di campo e la luce. La profondità
di campo è molto importante perché contrariamente
all’occhio umano che compensa in tempo reale la “lettura”,
la macchina fotografica impressiona esattamente quello che vede.
Ricordo che la profondità di campo è quell’area
nitida subito avanti e subito dietro del piano di fuoco e viene
influenzata oltre che dal diaframma utilizzato e dal tipo di focale
anche dalla distanza dal soggetto che è quello che ci interessa
visto che per le macro le distanze sono minime.
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