| Ricordo che i dati tecnici dichiarati delle ottiche si riferiscono sempre all'infinito, quindi a distanze diverse possono cambiare. Porto un esempio che nelle ottiche macro è eclatante ma non tutti conoscono: un obiettivo 100m f2,8 macro quando viene portato a riprendere a 1:1 non fa altro che distanziare uno o più gruppi ottici dal piano del sensore (o pellicola che sia) similmente a un tubo di prolunga, e ne consegue che la sua focale diviene all'incirca 60mm e la luminosità cala di oltre uno stop divenendo all'incirca f4 o anche meno, un 180mm f4 macro invece diviene per solito circa 150mm o meno con luminosità f5,6. In questo modo le varie indicazioni sulla ghiera dei diaframmi non corrispondono esattamente, ossia segneranno sempre f2,8 per esempio ma in realtà la luce che entra è minore.
USO DEGLI OBIETTIVI GRANDANGOLARI
Il grandangolare è quella particolare ottica di focale molto corta con un'ampio angolo di ripresa, proprio per queste caratteristiche bisogna conoscerli per usarli al meglio.
Essi rimpiccioliscono il soggetto inquadrato, lo allontanano per così dire, ma la tempo stesso a brevi distanze di ripresa ne aumentano la prospettiva e valorizzano il soggetto rispetto allo sfondo, non a caso li usano i fotografi di reportage perché sembra di “entrare” nella scena. Per via della loro capacità di minore ingrandimento hanno una estesa prondità di campo, cosa che giova nel caso i tempi d'esposizione siano molto bassi per avere tutto a fuoco dal primo piano all'infinito ma al tempo stesso per avere pochissimo micromosso appunto perché non ingrandiscono e la scena per così dire si “muove” meno. Vanno però usati in modo consapevole proprio perché in virtù di questo possono “deformare” il soggetto a brevi distanze. |