Il Diaframma è quel dispositivo che serve a determinare il diametro del fascio luminoso che colpirà il sensore o la pellicola.
Esso è generalmente inserito tra le lenti dell’obiettivo ed è costituito da lamelle a forma d’iride che formano un cerchio e determinano la cosiddetta “apertura” che viene espressa in “f”, chiamati anche “Stop” o “Diaframmi” e sono indicati nella ghiera dell’obiettivo.
I valori più consueti e “interi” sono i classici:

f1,4 – f2 – f2,8 – f4 – f5,6 – f8 – f11 – f16 – f 32 gli altri intermedi sono frazioni di stop interi.

Ogni stop in più la luce che passa dal diaframma si dimezza e i tempi di scatto raddoppiano, quindi se a f2,8 abbiamo un tempo di 1/125s a f4 avremo invece 1/60. Il diaframma oltre a dosare la luce influenza anche la “Profondità di campo” che è la grandezza della parte a fuoco oltre al piano di fuoco vero e proprio, perché la nostra macchina fotografica non mette a fuoco il “soggetto” dove facciamo la messa a fuoco ma un piano focale più o meno grande a seconda della profondità di campo (pdc).

 

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